Intervista  tratta da:

 

  "Dime press" n° 22 del Giugnio 1999 - Glamour International Production

   a cura di Niccolò Storai

 

 

Dime Press - Roberto De Angelis, all’inizio Nathan Never poteva vantare, a livello grafico, due grandi filoni di riconoscimento: quello di Nicola Mari e quello di Claudio Castellini. Con il passare del tempo e col tuo avvento come copertinista, sembra che la tua sia la versione catalizzante.

Roberto De Angelis - Credo che nasca tutto dal fatto che adesso disegno le cover. Quando disegni le copertine crei un modello dominante che dovrebbe essere, anche se non necessariamente, il punto di riferimento per gli altri disegnatori della serie.

DP - Non credi che all’inizio della serie ci sia stata un po’ di confusione tra i lettori, Castellini proponeva una chiave di lettura "all’americana" mentre la serie viaggiava su tutt’altri binari?

RDA - All’inizio esisteva questa frattura fra le promesse che faceva la copertina e l’interno che invece proponeva cose completamente diverse, le copertine di Castellini potevano far pensare effettivamente a un fumetto di stampo americano mentre, soprattutto in un primo periodo, Nathan Never era un fumetto intimista, gotico. Questi elementi erano abbastanza pronunciati e non venivano assolutamente sottolineati dal disegno in copertina, per cui esisteva il rischio di contusione e di delusione.

DP - Per quanto riguarda le ambientazioni a cosa ti ispiri?

RDA - Mi ispiro molto a "Blade runner"

DP - A proposito di donne, tu sei uno degli artisti in forza alla serie di Legs Weaver: quali sono le differenze che riscontri disegnandole entrambe?

RDA - La differenza sta nel fatto che Legs ti permette delle pause (è una vacanza), è sicuramente più brillante, anche il disegno è meno faticoso. Per Nathan Never si tratta di ricostruire e di cercare delle scenografie possibili, mentre Legs è un personaggio giocato sulla gestualità, sulla recitazione dei personaggi e lo sfondo in questo caso serve a riempire più che a creare l'atmosfera desiderata; in Legs sostanzialmente non esiste atmosfera.

DP - Cosa mi puoi dire per quanto riguarda il rapporto tra Legs e May? E cosa pensi del fatto che negli ultimi tempi si siano visti molti personaggi femminili con tendenze omosessuali?

RDA - Sì, in questo momento ci sono molti personaggi femminili con tendenze diciamo ambigue. Non so quale siano le ragioni, potrei intravederle ma farei fatica a spiegarle; per quanto riguarda Legs e May diciamo che c’è un’amicizia affettuosa. La cosa non è mai stata esplicitata ma in linea di massima mi sembra che sia così.

DP - Come hai affrontato l’impegno di disegnare il primo Nathan Never gigante?

RDA - Il problema principale da risolvere stava nel fatto di avere di fronte tre diversi futuri che andavano caratterizzati diversamente; c’è l’universo di Nathan Never, quello dei tecnodroidi e poi un altro molto al di là da venire rappresentato dell’astronave.

DP - Nel lavoro sopracitato si notano dei riferimenti al lavoro dell’illustratore H.R Giger famoso per essere il creatore grafico di Alien, come mai ti sei ispirato alla sua produzione?

RDA - Sì, lui è un grande e le influenze che dici tu sono abbastanza evidenti in questo lavoro, d’altra parte è Giger il teorico della biomeccanica, per cui se parliamo di tecnologia organica i riferimenti a lui sono d’obbligo.

DP - Passando ad altro, quanto tempo impieghi mediamente per fare una copertina?

RDA - Solitamente un paio di giorni.

DP - Come nasce una tua cover di Nathan Never?

RDA - In genere faccio uno schizzo a matita che poi spedisco in redazione con un fax in modo che sia approvato da Antonio Serra una volta ottenuta l’approvazione ripasso a china lo schizzo. Poi faccio delle fotocopie per fare delle prove a colori da dare agli operatori, i quali dalle mie indicazioni traggonc un riferimento per dare il colore definitivo al computer.

DP - Dopo il forfait di Castellini ti aspettavi che ti venissero affidate le copertine?

RDA - No, non me lo aspettavo anche perchè non credevo che Claudio avrebbe rifiutato le copertine di Nathan Never: sapevo che era molto occupato per il mercato americano però pensavo che almeno le cover avrebbe continuato a farle. Un giorno Antonio Serra dicendomi che Claudio lasciava le copertine mi chiese di farne una di prova; nell’arco di un giornata quindi feci uno schizzo, venne approvato e di li il passo a diventare il copertinista ufficiale della serie è stato breve.

DP - Per il n01 00 della collana hai dovuto agire in previsione della colorazione. E’ cambiato qualcosa nel tuo modo di lavorare? E riguardo alla trama puoi anticiparci qualcosa?

RDA - Sulla trama non posso rivelare nulla, pare che sia top secret: lo era anche per me fino a poco tempo fa, ma alla fine Bepi Vigna mi ha dato le ultime trenta pagine dove la storia si chiarisce. Per quanto riguarda il mio metodo di lavoro è rimasto grossomodo invariato: ho tenuto più leggero il disegno, mettendoci poche ombre perché potevano disturbare la colorazione. E’ comunque una storia sugli universi paralleli, che riserverà a Nathan delle sorprese amare. E’ un albo della lunghezza classica di 94 tavole. L'uscita è ormai è imminente: mancano pochi mesi.

DP - Hai trovato difficoltà nel realizzare la storia? Dove hai preso la documentazione necessaria?

RDA - Non ho trovato particolari difficoltà nel realizzare questa storia, gli ambienti sono quelli classici della serie eccetto per una zona non meglio identificata chiamata "territorio del nord", un posto innevato dove non ci sono particolari edifici o strutture.

DP - Cosa mi puoi dire di un certo Gregory Hunter?

RDA - Nulla, ovviamente, se non sotto tortura. A parte gli scherzi, Gregory Hunter è un personaggio di Antonio Serra che è uno dei tre creatori di Nathan Never e di Legs. E’ un personaggio totalmente diverso da Nathan Never: ha sicuramente un atteggiamento meno conflittuale con le cose e con se stesso ed è un tipo di fantascienza divertente, leggera, brillante, un po’ alla Guerre Stellari per intenderci.

DP - Si può dire che sarà una serie più solare quindi...

RDA - Sì, sì, sarà una serie molto varia perché il protagonista è uno che viaggia nello spazio e pertanto incontrerà pianeti diversi, tanti alieni, situazioni al limite dell’assurdo: insomma sarà divertente anche da disegnare.

DP - Quali saranno gli sviluppi della vita di Nathan Never?

RDA - Di nuovo c’è che ora Nathan Never vive con una donna: Hadija. Per quanto riguarda sua figlia ultimamente si è visto un accenno di ripresa che credo avrà degli sviluppi. Sto infatti disegnando una storia che al momento è sospesa, ma che riprenderò al più presto, dove la vita di Anna conoscerà dei cambiamenti.

DP - Un’ultima domanda. Cosa pensi delle uscite americane di casa Bonelli?

RDA - Ho visto le tre pubblicazioni pilota ovvero Nathan Never Dylan Dog e Martin Mystère, e in particolare mi sono piaciute le copertine di Mike Mignola per Dylan Dog: sono davvero molto belle e poi lui è un grande. Credo che sia un operazione atipica ma intelligente. D’altra parte in America stanno cominciando a subire l’assedio dei fumetti giapponesi che per come la vedo io hanno delle affinità con quelli italiani: il bianco e nero, un gran numero di pagine e dei personaggi fissi; il fumetto americano è strutturato in modo completamente diverso ed allora anziché cercare di produrlo internamente quelli della Dark Horse hanno pensato che era più semplice ed economico acquistarlo all’estero: guardando il panorama italiano hanno identificato questa realtà con il fumetto prodotto da Bonelli che somiglia per certi versi a quello giapponese ma che per contenuti, tematiche e soprattutto sul piano estetico è molto diverso. Quest’operazione potrebbe permettere alla Bonelli una piccola fetta del mercato americano; comunque spero che vada tutto bene.